Successione: tutte le pratiche da eseguire alla morte di un parente

  • Autore: BALDACCI brunella
  • 17 nov, 2017

Le pratiche per la successione: come gestirle?

consulenza funebre durante disbrigo pratiche di successione

Dopo la morte di un congiunto, una delle pratiche che gli eredi si trovano a dover sbrigare è quella relativa alla dichiarazione di successione, che deve essere registrata entro un anno presso l’Agenzia delle Entrate per evitare di incorrere in sanzioni.

Le prime pratiche da svolgere

Subito dopo il decesso di un proprio caro, la prima cosa da fare è occuparsi della denuncia di morte, che deve essere presentata entro le prime 24 ore all’ufficio comunale dello Stato Civile.

A questo punto, sarà possibile procedere alla scelta della modalità di sepoltura (inumazione, tumulazione o cremazione) e all’organizzazione del rito funebre; infine ci si potrà concentrare sulle questioni relative all’eredità, tra cui rientra appunto la dichiarazione di successione.

A che cosa serve la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione ha una funzione puramente fiscale: in pratica serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate che i beni sono passati in proprietà agli eredi e agli aventi diritto, in modo da calcolare le imposte di successione che dovranno essere pagate.

Si tratta, quindi, di una pratica legata ad aspetti esclusivamente fiscali, non al possesso vero e proprio dei beni: dopo la morte di un congiunto gli eredi diventano infatti proprietari automaticamente dei suoi beni, a meno che non emergano particolari disposizioni nel testamento o che non venga fatta la rinuncia all’eredità.

Testamento e rinuncia all’eredità

Il normale passaggio di proprietà dei beni appartenuti al defunto può subire variazioni, come abbiamo accennato, a seguito della lettura del testamento o della rinuncia all’eredità da parte di uno o più eredi.

La pubblicazione del testamento deve essere svolta presso un notaio; in questo momento coloro che sono indicati nel documento diventano proprietari dei beni in base alle volontà del defunto, ma ciò non implica automaticamente l’accettazione dell’eredità: i nfatti gli eredi hanno un arco di tempo a disposizione (che può variare in base a una serie di fattori, come l’eventuale convivenza con il defunto) per rinunciare al possesso dei beni ereditati recandosi da un notaio e presentando l’apposita pratica.

IMU e TARSU/TARES

Con la dichiarazione di successione, vengono registrate automaticamente anche le variazioni IMU relative agli immobili di proprietà del defunto; invece per quanto riguarda TARSU e TARES occorre informare il Comune della modifica del soggetto passivo d’imposta.

Autore: BALDACCI brunella 20 nov, 2017

La morte di un proprio caro non è solo un evento dal forte impatto emotivo, ma comporta anche la necessità di sbrigare al più presto una serie di pratiche.

Ovviamente non è semplice in un momento simile trovare la lucidità necessaria. Ecco quindi un elenco delle operazioni da svolgere per essere sicuri di non aver tralasciato niente di importante.

Autore: BALDACCI brunella 17 nov, 2017

Dopo la morte di un congiunto, una delle pratiche che gli eredi si trovano a dover sbrigare è quella relativa alla dichiarazione di successione, che deve essere registrata entro un anno presso l’Agenzia delle Entrate per evitare di incorrere in sanzioni.

Autore: BALDACCI brunella 17 nov, 2017

La scelta del metodo di sepoltura è senza dubbio la fase più importante dell’organizzazione del rito funebre. Inumazione, tumulazione e cremazione implicano tre diversi modi di vivere il proprio rapporto con il defunto e tre concezioni della morte stessa; conoscere queste pratiche è quindi  fondamentale per poter effettuare una scelta consapevole.

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